Recensione di Marina Pianu
- un altro film sul '43? no!
- e invece si', ed e' un bel film.
- ci sara' qualcosa di brutto, no?
gli interpreti? non sono brutti gli interpreti? marcore' e' intenso e leggero come un bicchiere di sciachetra' in una sera d'inverno; ti scivola dentro lasciando che la salsiccia scoppiettante di salemme brilli di luce propria, con i fuochi d'artificio dell'istrione consumato (attore e personaggio), sensuale poeta galante rispettoso del gentil sesso. umberto (sciachetra'), ligio carabiniere che intende portare fino in fondo, malgrado incidenti sommosse e mitragliate, la missione, non sembra minimamente sfiorato da tanto brillio. eppure le parole non cadono nel vuoto--anche i fatti, il coraggio e la lealta' di raoul (salsiccia), sono parole nel rapporto giornaliero che umberto stila mentalmente--: gli crescono dentro in sordina, maturando la decisione (attesa) a due remate dalla conclusione del viaggio. la sua scelta di campo, alla fine, non e' frutto di una repentina conversione, o di un eroismo subitamente riscoperto da della rovere, ma la logica conseguenza di una rettitudine basata su pochi saldi valori, gli stessi che hanno aiutato molti italiani a uscire integri dalla guerra civile.
la trama? una storia di amicizia, tra due persone che altrimenti non si sarebbero mai trovate. un film di viaggio e avventure attraverso la giungla di una societa' in rapido cambiamento. un viaggio di crescita: i protagonisti hanno una meta e uno scopo, pero', essendo la vigilia di quel fatidico 8 settembre, hanno fatto i conti senza la storia. il viaggio s'interrompe in prossimita' della meta e da quel momento tutta la cacca schizza sul ventilatore. ad ogni incidente, perdono un pezzo di passato, si sgravano di un pezzo di identita': umberto abbandona la divisa per salvare la pelle terminando il viaggio vestito da semplice contadino; raoul si sgrava di spilla e orologio in cambio di cibo per la combriccola. e tutti e due, verso il finale, perdono quell'unico legame mondano che era stata la ragione primaria del viaggio: la catena che umberto gettera' nel fiume. passaggio necessario perche' i due uomini diventino da "guardia e ladro" a amici e compagni di sventura.
le inquadrature? la fotografia? fedele alla tradizione neorealista, nessun cedimento o compiacimento. la natura parla da se', come parlano gli oggetti nudi e crudi, come parlano i personaggi trovati e persi per strada. qualche caricatura (messeri, grosso grasso finanziere di regime, infido e sleale come la societa' che rappresenta), qualche bozzetto (il provvidenziale contadino scarpe grosse e cervello fino), qualche accenno (la famigliola ignara di raoul), pennellate rapide (la sfilata di repubblichini, i tedeschi che incombono come fantasmi, per materializzarsi nei due momenti cruciali). e per finire, il rifiuto retorico per un recupero del linguaggio impressionista che mostra invece di descrivere, suggerisce invece di mostrare: il cappello galleggia sul fiume, la canzoncina leggera e futile che copre il momento tragico proprio come l'immagine falsa del regime cela la tragedia e la miseria. persino la canzone in trattoria, cosi' anomala nel contesto, sigilla l'abbandono del realismo geografico per cantare l'addio a tutti gli anonimi eroi della resistenza. sempre senza fanfara, senza grancassa, quasi sottovoce come un bacio.
il finale? non e' brutto il finale? dai, scontato, prevedibile, melenso...!
superfluo, superfluo sottolineare la chiusa, e qui chiudo: la riunione di umberto con il commilitone coclude il nuovo arruolamento. il cerchio del viaggio si chiude; l'eroe e' tornato a casa, e non importa se sia in abruzzo o in veneto. casa e' dove vivono i suoi principi e la sua vita, anche se, come ci informa la voce narrante, la perdera'.
e la donna? non serve a niente la donna? luisa e' il testimone, il collante, la storia stessa. gli occhi dello spettatore partecipe e, forse, memore.
luisa e' la storia vista dal popolo (l'idea, benche' mutata, di citti collima).
- ma insomma, non c'e' proprio niente da ridire?
- si', e questo lo fai tu.
... CONTINUA DOMANI !
scheda del film:
Anno: 2006
Genere: Commedia drammatica (Guerra)
Durata: 111'
Scritto e diretto da: Roberto Cimpanelli (da un'idea di Sergio Citti)
Cast: Neri Marcoré, Vincenzo Salemme, Elena Russo
Produzione: Marco Poccioni, Marco Valsania
Distribuzione: Medusa
