FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2007

ROMA 2007: " The unforeseen " di Laura Dunn (2007)
Recensione di Daniele Clementi
La domanda più spontanea prima della visione di questo film è: "Perchè due decani del cinema contemporaneo americano come Robert Redford e Terrence Malick hanno deciso di produrre questa giovane e quasi sconosciuta documentarista ?". Dopo i primi minuti di visione del fim abbiamo la risposta. Laura Dunn è probabilmente la nuova frontiera del documentario americano, più dolce ma ugualmente risoluta di Michael Moore, più disposta alla ricerca formale ed al desiderio della bellezza rispetto ai suoi colleghi della generazione "bowling for Colubine", Laura Dunn ricerca e sviluppa il senso dell'agire umano alzando la visione del problema ad un livello sostanzialemente filosofico e biologico. Mentre la generazione Moore denuncia l'urgenza di "mordere" il problema e scatenare le reazioni, Laura Dunn analizza il fatto al microscopio o forse sarebbe meglio dire da una distanza enorme come se tutto si dovesse vedere da un grande satellite che circola sopra i problemi dell'ambiente e dello sviluppo.
Laura Dunn ricostruisce la storia biologica della terra e dell'acqua di una falda nei pressi di Austin (Texas), un luogo martroriato dall'abuso edilizio e dall'arroganza del potere. Racconta le vittorie degli ambientalisti e le vendette dei politici rerpubblicani, le tragedie dei contadini ma anche quelle dei costruttori passando per splendide metafore visive. Un medico descrive lo sviluppo del cancro nel corpo umano e Laura contrappone a questa lezione di biologia umana le immagini della terra divorata dal suo cancro: lo sviluppo delle imprese edilizie degli uomini. Racconta come gli ambientalisti abbiano perso una grande battaglia per merito di un potente avvocato al soldo dei repubblicani, fa raccontare il fatto allo stesso avvocato filmandolo mentre costruisce un modellino di aereo da guerra. Laura Dunn regala al pubblico un documento dolce e straziante pieno di ricche contraddizioni culturali che definiscono la società in cui viviamo ed evidenziano al tempo stesso la causa del nostro male. Un film raro e prezioso e che probabilmente porterà via il premio Oscar all'arrabbiato "Sicko" di Michael Moore.
